Sant'Agata Bolognese - 20 giugno 2003
Sonica Festival
ottimo concerto del nostro quello di ieri sera a sant'agata.
sapevo che mi sarebbe piaciuto, sapevo che mi sarei
divertita, sapevo anche che è un tipo molto disponibile,
ma... tutte le mie aspettative sono state ampiamente superate!
sono felice di essere riuscita a convincere un paio di amiche
a venire con me, perché ne sono rimaste estasiate pure
loro!! (ehi, eugenio, voglio la percentuale!! :-)
scherzi a parte, erano anni che non lo vedevo e l'ho trovato
invecchiato eccellentemente, come un buon vino sincero. un
po' appesantito con gli anni, un po' più fonda la voce,
più grigi i capelli, ma con tanta energia e tanto da dare;
ed eugenio lo da' senza risparmiarsi (magari alzando il gomito
un ciccinino di troppo? naaah, la resa merita!)
musiche bellissime, parole sublimi, voglia di ballare incontenibile...
mi sentivo sciolta, comoda nella mia vecchia pellaccia sulla scia
di uno splendido cinquantenne (tanto per parafrasare moretti)
ancora capace di ammaliare, di stregare, di trascinare e ispirare
quanto di meglio c'e' nell'essere umano... esagero? mica tanto...
(onore al merito dei suoi musicisti, davvero ottimi).
essendomi persa un tot della sua carriera, non avevo grandi
aspettative o pregiudizi su quello che avrei voluto ascoltare e
sono stata ampiamente premiata con una deliziosa antologia di
vecchio, medio e giovane; tutta musica trascinante, ora dolce,
ora frenetica, ora gioiosa. l'erba del parco, il clima, l'atmosfera,
tutto era complice per una serata magica. del resto, l'ha ammesso
anche lui sin dalle prime battute: "sembra una festa di elfi", ha
detto il caro eugenio-gandalf.
mi sono sentita un po' bilbo, hobbit avventuroso quando, sulle
ultime memorabili note di "extraterrestre", con scatto
felino sono corsa dietro, spalmata sulle transenne in compagnia
di un addetto alla sicurezza, ogni tanto urlando qualosa
all'indirizzo del palco. la folla non è mancata, come
prevedevo. e dopo che eugenio si è un po' disciolto e
svitato dall'impresa di esibirsi per oltre due ore, con un ampio
gesto indica a quelli della sicurezza di lasciarci passare: ma che
fanno laggiu'? dai, lasciateli venire!! (diobbono).
il bellissimo cinquantenne elargisce autografi personalizzati,
scambia baci e abbracci con gente probabilmente mai vista nè
conosciuta, scambia parole e complimenti, ringrazia umilmente per
le lodi, e io, con il mio autografato orario di ginecologo (eh be') resto
li', immobile, non mi scrosto di un millimetro, aspettando il
momento propizio. smaltito il compito autografaro, tornata la calma,
la sottoscritta è riuscita a parlarci per un bel pezzetto,
mentre un tizio registrava la nostra conversazione. e alla fine un
caloroso abbraccio da cui mi sono staccata a fatica (le mie amiche
aspettavano pazientemente, ma anche la loro inesauribile pazienza
ha un limite!) e solo la mia matura etè mi ha impedito
di fare dietrofront e accodarmi al carrozzone finardi... :-)))
le mie amiche mi prendono bonariamente in giro,
ripensando alle parole di eugenio
"per seppellirsi tutta nell'odore
che le rimane addosso delle ore
che non si vuole mai pił lavare
per non rischiare di dimenticare"
(un uomo - occhi, 1996)
infatti oggi non ho proprio intenzione di lavarmi!!!
bologna, 21 giugno 2003
maribelle