Costantinopoli
(finardi - bechis - cosma)
Ho alle spalle giorni e mesi di deserto
Leggendo stelle ad occhi chiusi e cielo aperto
Cercando doni, incontrando predoni che affronta
Lei mi parlava di una nuova società
Rinata sulle ceneri di una città
c'è un posto dove il sole muore,
risplende e nasce già
La cercherò, la troverò, sentendo
gioia e infelicità
gioia e infelicità
Dopo la guerra non avevo visto più
una città senza soldati né tribù
dio ha cento nomi, tra bordelli, ostelli e università
lei non si trova ma mi appello ad una prova
mi ha detto un saggio di una donna e un tatuaggio
un segno tribale, nero e opale, duale avversità
io lo toccai, io lo decifrai, diceva
gioia e infelicità
gioia e infelicità
vedo costantinopoli
sento costantinopoli
vedo costantinopoli
all'orizzonte c'è
il vento parla per le anime e il deserto
lascio le mura e mi riparo nell'incerto
lei e' la colpa innocente,
il sole che non muore ad occidente
la cecherò, camminerò
sentendo gioia e infelicità [...]
Accadueo - 1998