.: eugenio finardi fan club :.

    

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Le donne di Atene
(chico buarque de hollanda - traduz: finardi/camerini)

Dovreste prendere esempio da quelle donne di Atene
Che vivon per i loro mariti, orgoglio e razza di Atene
Tutto il giorno si son profumate
Lavate nel latte e pettinate per
Esser amate
Se fustigate non piangeranno
Ma anzi in ginocchio imploreranno
Più dure pene
Catene

Cercate di prendere esempio da quelle mogli di Atene
Che soffron per i loro mariti, potere e forza di Atene
Quando essi partono soldati
Intessono lunghi teli ricamati
Per settimane
E quando tornano assetati
Di baci con violenza strappati e
Carezze piene
Oscene

Dovreste prendere esempio da quelle donne di Atene
Che perdonano ai loro mariti, i bravi guerrieri di Atene
Quando si ingozzano di vino per
Trovare il coraggio di aver vicino
Altre falene
Ma poi alla fine della notte, spossati
Son quasi sempre ritornati dalle
loro piccine
Elene

Cercate di prendere esempio da quelle mogli di Atene
che generano ai loro mariti i nuovi figli di Atene
Non hanno alcun gusto nessuna volontà
Non hanno difetti né qualità
Lo sanno bene
Non hanno sogni ma solo presagi
Per i loro uomini e il mare e i naufragi e
Belle sirene
Morene

Dovreste prendere esempio da quelle mogli di Atene
Che temon per i loro mariti, gli eroi e gli amanti di Atene
Dalle giovani vedove segnate
E dalle gestanti abbandonate che
Non fanno scene
Vestite del nero di chi è rassegnato
Di chi ha oramai già accettato il Fato
Senza più pene Sono serene

Cercate di prendere esempio da quelle donne di Atene
Che vivono per i loro mariti, orgoglio e razza di Atene

Acustica - 1993

Eugenio dice...

"Fin dagli anni del liceo uno dei migliori amici è Alberto Camerini, forse perché tutti e due ci sentivamo in qualche modo due "sradicati" per il fatto di essere il prodotto di due culture. Alberto è nato ed ha passato la sua infanzia in Brasile ed è stato un nostro amico di S. Paulo che nel '76 mi ha fatto ascoltare e spiegato il testo di questa canzone di Chico Buarque che, a mio parere, è una delle più sottili e raffinate condanne del "machismo" ed un sensibile e profondo omaggio alla forza e alla pazienza che da sempre hanno avuto le donne nel sopportarlo. Dapprima volevo cantarla in porgoghese ma poi, visto l'inorridire di Alberto per la mia pessima pronuncia, gli ho chiesto di tradurla alla lettera ed ho poi cercato di scriverne una versione italiana che fosse il più possibile fedele e coerente con il testo ed il suo senso originale."

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