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Largillière: Madame de Pompadour Settecento e Illuminismo


O. Goldsmith: She Stoops to Conquer
      R. B. Sheridan: The School for Scandal

Sicuramente le due opere piú rappresentative della commedia inglese del settecento, mostrano come il genere si sia evoluto dalle espressioni piú volgari del periodo della Restaurazione, fortemente influenzate dalla commedia borghese francese e dalla commedia dell'arte italiana. Mentre da una parte preservano alcuni aspetti della commedia del primo settecento, Goldsmith e Sheridan riescono a alleggerire gli aspetti piú volgari senza sacrificare nulla all'umorismo.
She Stoops to Conquer. Un altro caso di amore che deve essere smascherato. Proprio come ne Le Jeu de l'amour et du hasard di Marivaux, l'eroina intende mettere alla prova l'attaccamento del suo moroso passandosi per semplice dipendente della presunta taverna, "abbassandosi" (stooping) infatti per "conquistarlo". Tuttavia, qui ci troviamo dall'altra parte del Canale e certi requisiti devono essere soddisfatti. Il merito di Goldsmith è quello di aver trovato il perfetto equilibrio tra il ridicolo (Mrs. Hardcastle), il buonsenso (Mr. Hardcastle, Sir Charles Marlowe, Hastings e Miss Hardcastle), sentimentality (Marlowe and Miss Hardcastle), senza omettere di accattivarsi i favori del pubblico con personaggi a tutto tondo, simpatici, persino il meno attraente tra loro (Tony), senza mai "abbassarsi" ad un facile umorismo!
Goldsmith, la cui produzione teatrale non è vasta e ingiustamente pressocché ignorata dal grande pubblico, è forse oggi meglio noto per aver composto il piccolo romanzo The Vicar of Wakefield (Stephen Coote, editor), in cui si narrano con punta benevolmente ironica le sventure dell'omonimo vicario e della sua famiglia, attraverso i costumi della vita provinciale. Il personaggio piú simpatico e divertente è proprio quello che dá il titolo al romanzo, che riesce ad affrontare tutte le difficoltá causate da frivoli, insulsi piccoli aristocratici e borghesucci con qualche pretesa, mostrando piú sale in zucca che fede come richiederebbe la sua professione. Una lettura piacevole e istruttiva sotto ogni aspetto.
Ne The School for Scandal la commedia della Restaurazione ritorna riveduta e corretta con esuberanza e buonumore. Che debba ridicolizzare (e punire) le tendenze al pettegolezzo e alla maldicenza nell'alta societá (Londra e Bath, presumibilmente) risulta ovvio giá nel titolo, e naturalmente non si allontana troppo dalla visione moralistica che condanna l'ipocrisia mettendoci in guardia contro i mali delle false apparenze del malcostume, in una maniera forse un pochino meno pungente del Tartuffe di Molière, gratificando in sostanza il pubblico con un lieto fine dove l'amore (e la bontá d'animo) trionfa con tanto di coronamento finanziario. Questa è la commedia di maggior successo sul curriculum di Sheridan (presente quasi ininterrottamente sui palcoscenici inglesi da oltre due secoli), una, infatti, delle tre commedie che ha scritto (merita sicuramente The Rivals); la "commedia di maniera" dovrá aspettare almeno un secolo per ritrovare brio e grazia nella penna di Oscar Wilde con Lady Windemere's Fan.

The Vicar of Wakefield (Stephen Coote, editor)

testi online:
The School for Scandal (bibliomania)
The Vicar of Wakefield (bibliomania)
She Stoops to Conquer (authorsdirectory)

Abbé Prevost: Histoire du chevalier des Grieux et de Manon Lescaut
     Edition du seuil
     Flammarion

Letteratura o non letteratura, questo è un libro che ha segnato, in modi diversi e in periodi diversi, la mia vita emotiva e intellettuale, vuoi attraverso le svariate interpretazioni operistiche e teatrali (memorabile quella di Ronconi con l'allora giovanissima e brava Monica Guerritore), vuoi attraverso una piú diretta esperienza libresca. Da un lato, la diciamo prevedibile storia della donnina di facili costumi che affascina e cattura il cuore del giovane, impetuoso e ingenuo cavaliere, mentre continua a mantenersi (e mantenere lui) grazie ai favori di piú danarosi e meno impetuosi (ma talvolta vendicativi) rivali; dall'altra una innovativa e fresca storia d'amore. Decoro sociale e impulsi naturali, considerazioni economiche e impulsi romantici guidano e sospingono i due protagonisti attraverso un turbine sempre piú intenso di avventure, vittime entrambi dei complotti di societá, famiglia e destino, volgendo rapidamente verso il finale tragico (ma logico). Manon, il prototipo della ninfa sfuggente ed enigmatica, che rende schiavi gli uomini attraverso i loro piú bassi istinti, rappresenta il conflitto mai risolto tra vizio e virtú, tra egoismo e generositá, lasciandoci alla fine solo parzialmente soddisfatti. Da non perdersi.

testo online:
Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut (multimania)
Manon Lescaut (engl.) (encyclopediaindex)

Marivaux: Le Jeu de l'amour et du hasard (ed. Larousse)

Di tutta la produzione teatrale di questo autore di prima metá del secolo questa è unanimemente considerata, e a giusto titolo, il suo capolavoro. Qui struttura, stile, personaggi, finzione scenica e divertimento raggiungono i massimi livelli nella produzione di Marivaux. Si sommano, innanzitutto, due temi giá classici nella tradizione comica: 1) lo scambio di ruoli servo/padrone, presente in altre opere del Nostro (in questo caso doppio) e 2) la prova a cui viene sottoposto il "vero amore" (reciproca, in questo caso). In un'epoca in cui i matrimoni ancora venivano combinati senza il consenso dei diretti interessati, il pubblico parigino del settecento provava delizia e sollievo nel vedere come invece i sentimenti potessero trionfare a dispetto degli interessi di famiglia e societá. Il tema della maschera, assai caro a Marivaux, e sempre di gran successo presso il pubblico di ogni epoca, qui viene usato per svelare invece le affinitá di cuore e di status sociale (ovvero, Arlecchino puó anche vestirsi da padrone, ma parlerá sempre da servo e per questo troverá la sua anima gemella nella "falsa padrona").
Nell'altro grande capolavoro di Marivaux, Les Fausses confidences, la sfida alla rigidezza delle classi sociali viene portata un gradino piú in lá ed è attraverso una serie di "false confidenze", appunto, che l'eroe, socialmente di grado inferiore alla protagonista, riesce a conquistarne il cuore. La maestria di Marivaux consiste nel rendere credibile psicologicamente che questo amore possa essere destato e crescere nel giro di una sola giornata.
E' pur vero che di questo autore apprezzo sia lo stile che i temi trattati, facilmente esemplicati da Le Jeu de l'amour et du hasard, attualizzano uno dei princípi che caratterizzeranno la commedia di maniera (comedy of manners) della seconda metá del settecento e quello che sará uno dei cavalli di battaglia del filone rousseauiano, ovvero la prevalenza dei sentimenti sulle ragioni economiche e sociali. Uno studio di stile dall'uomo che ha originato inconsapevolmente il termine di marivaudage presso i suoi immediati successori. Altre commedie altamente raccomandate per la loro delicata godibilitá: La fausse suivante, L'école des mères, La double inconstance. Per chi fosse interessato a tutto il teatro di Marivaux, non posso che raccomandare Theatre complet (2 vol.), a cura di Frédéric Deloffre, Classiques Garnier, 1968.

testo online:
marivaux.net
utoronto.ca
alyon.org

La double inconstance
testo online:
alyon.org

Les Fausses confidences
testo online:
alyon.org

La fausse suivante
testo online:
marivaux.net
la versione cinematografica di Benoît Jacquot: recensione del film

Altamente consigliabili per i cultori del genere e della storia del romanzo i suoi due capolavori in prosa:
Le Paysan Parvenu e La Vie De Marianne
testo online:
La vie de Marianne
Marivaux Plays (Methuen Publishing)

Altri titoli (alcuni a prezzi proibitivi!): livre-rare-book.com

Voltaire: Candide
     Zadig / Le Monde Comme Il Va (Larousse), etc.

Il piú acerrimo nemico di Rousseau, Voltaire oppone al facile sentimentalismo (e paranoia) del verduraio di Montmartre un lucido e disincantato ottimismo, seppure talvolta venato di amaro cinismo davanti alle idiozie dell' "uomo moderno". Sottilmente ironico e scettico in ogni pagina dei megavolumi da lui pubblicati in vita (e in morte), Voltaire ridicolizza convenzioni, chiesa, mode intellettuali e soprusi, senza mancare occasione per rintuzzare il vecchio avversario (esempio piú lampante: Candide, ma ce ne sono altri, guardateci bene!). Nota: ho appena messo le mani su una vera chicca, il Trattato sulla Tolleranza, edito dalla Universale Economica e curato da P. Togliatti (1949).

altri testi:
Zadig Ou La Destinee (Flammarion)
Candide (Hachette)
The Portable Voltaire (Penguin)
testi online:
Candide (Abu)
Candide, Microméga, Zadig (france.diplomatie)

     Letteratura erotica
     J.-B. de Boyer d'Argens: Thérèse philosophe

Si confonde spesso "libertinismo" con "libertinaggio" e di conseguenza la letteratura a cui spesso ci si riferisce come "libertina" in realtá è soprattutto erotica. Questa tradizione, che trova le sue radici giá nel Rinascimento (Pietro Aretino, in primis, con i suoi Ragionamenti), passando per la fase proto-illuminista nel XVII secolo (Cyrano, fra gli altri), nel XVIII secolo esplode e declina rapidamente. La tradizione a cui si rifa Sade è in effetti quella didattico-filosofica, intesa piú per le gentili signore dell'alta societá che non ai maschietti.
Thérèse philosophe (1748) combina quel giusto misturo di profanitá blasfema e lussuria da renderlo un libro "veramente immorale", come fa dire il Marchese alla sua eroina Juliette. Rimaneggiato in diverse edizioni nel corso di mezzo secolo, è un libro assai popolare e dal quale sarebbe difficile prescindere per uno studio del genere. Prendendo lo spunto da un caso vero (lo scandalo dell'abbé Girard accusato di aver sedotto una giovane novizia diciassettenne) la protagonista narra il processo di iniziazione e apprendistato in convento e di come poi, presa sotto l'ala protettiva di un bravo conte, raggiunge il massimo grado dell'illuminazione filosofica (da cui il titolo) nei rapporti con questo gentiluomo. Da notare che l'autore, come poi anche il Marchese, venne imprigionato alla Bastiglia per la pubblicazione di questo libro, di cui non ha mai rinnegato la paternitá.

J. Cleland: The Memoirs of a Woman of Pleasure/Fanny Hill

Altro libro molto intressante e bello è The Memoirs of a Woman of Pleasure, meglio noto come Fanny Hill. Anche qui la protagonista racconta le sue vicende galanti ad una signora (lo schema è abbastanza chiaro, no?), ma lo spunto è diverso: promessa sposa, il futuro marito parte per la guerra e lei deve far fronte alle necessitá della vita e lo fa in senso orrizzontale. Attraverso una vera e propria scalata al successo, Fanny ritrova il marito quando ormai ha trovato ricchezze e posizione sociale per poter garantire a entrambi un futuro sereno. Suona familiare? Non è dissimile infatti dalla trama del Matrimonio di Maria Braun, e ha ispirato Fanny di Erica Jong. In breve, piacevole, sollazzevole ma anche rasserenante.

P. Choderlos de Laclos: Les Liaisons dangereuses (Flammarion)

Terzo testo della gittata erotica, l'infame Liaisons dangereuses, mattone epistolare, sofisticato e svenevole, molassoso erede della Clarissa di Richardson. Non sto qui a litigare con stile o capacitá narrative, che a Laclos non mancano di certo, ma con l'atteggiamento riflesso nell'opera. Intanto a me non sono mai piaciuti quei libertini che ci mettono i secoli a sedurre una signora (o signorina). Posso capire il fascino della caccia, peró francamente a metá strada stavo giá sbuffando d'impazienza. Quello che in realtá mi infastidisce di quest'opera è il moralismo palese e di filone tanto rousseauiano. Marteuil non ha nulla di accattivante, nulla che possa redimerla agli occhi del lettore, e questo per dar maggior risalto al "fondo buono" di Valmont che alla fine si riscatta con l'amore e una morte nobile. Intorno a questi due personaggi si muove un intero acquario di vittime potenziali da cui i libertini pescano. Le vittime sono tutte di una bontá squisita, estremamente sensibili, mortalmente ingenui al punto da cadere facilmente nei tranelli loro tesi. Il finale (che spero di non aver rovinato) giunge prevedibile e irritante. [ Avrei voluto vedere J. Malkovitch nei panni di Valmont, ma è Glenn Close che proprio non reggo... ]

Liaisons dangereuses
trad. inglese (Penguin, P.W.K. Stone trans.)
testo online: Les liaisons dangereuses (alyon)
testo in inglese

Fanny Hill, Or, Memoirs of a Woman of Pleasure
Penguin
testo online: eserver.org

Thérèse philosophe:
pochi brani selezionati

     Denis Diderot
Jacques le fataliste et son maître

Di gran lunga il suo romanzo che preferisco per il gioco di inquadrature, in un alternarsi di dialoghi ora tra i personaggi del romanzo, ora con il lettore, immaginando le sue reazioni, anticipando e polemizzando scherzosamente con le sue domande. Al contrario di Voltaire, che aveva sempre bisogno di un interlocutore con cui polemizzare, seppur indirettamente, per applicare il suo pensiero, Diderot bastava sostanzialmente a se stesso con la sua fervida e costante immaginazione. Filosoficamente il messaggio è chiaro e lampante, come giá nel Candide di Voltaire, rivelando le sue simpatie per lo stoicismo classico (anticipando di qualche decennio il discorso servo/padrone di hegeliana memoria), ma quello che è ancora piú lampante è il genio narrativo di Diderot.

anche:
ed. Folio
traduzione inglese:
Jacques the Fatalist and His Master (Penguin)

Le Neveu De Rameau (Flammarion)
     Le rêve de d'Alembert (Flammarion)

Gli altri piccoli e deliziosi capolavori di Diderot, sempre all'insegna della sperimentazione narrativa. Il nipote di Rameau, il primo vero anti-eroe della letteratura occidentale; il sogno di d'Alembert, dibattito filosofico sull'interpretazione dei sogni (si fa per dire...); la religiosa un vero e proprio antesignano della monaca di Monza, in versione meno scandalistica e piú profondamente segnata da una aperta critica alle istituzioni religiose di quanto non avrebbe mai voluto o saputo fare Manzoni. Poi, a ben guardare, di tutte le tonnellate di scritti di Diderot, ci sarebbe anche il Supplement au voyage de Bougainville, sorta di utopia dove oltre a voler smantellare il concetto del "buon selvaggio", nuovamente attacca le superstizioni religiose che hanno segnato la storia d'Europa (nel caso non si fosse capito, il buon Denis era ateo).

traduzione inglese:
Rameau's Nephew / D'Alembert's Dream (Penguin)
testi online:
Jacques le fataliste et son maître (Abu)
Le neveu de Rameau (Abu)
Supplément au voyage de Bougainville (Abu)
Neveu / Supplément (petite bibliothèque)
Le neveu de Rameau, Supplément voyage de Bougainville (france.diplomatie)

     M. Bradbury: To the Hermitage

Pur appartenendo al nostro secolo (pubblicato nel 1999), ho voluto includere questo splendido racconto per la sua rilevanza con il personaggio di Denis Diderot. Scritto a metá tra la fantasia e la documentazione storica, To the Hermitage vuole essere una ricostruzione del viaggio di Diderot a San Pietroburgo, su invito della zarina Caterina, resa peró ancor piú gustosa dal continuo alternarsi con gli eventi del XX secolo, e in particolare un viaggio commemorativo a Pietroburgo da parte di un'improvvisata brigata di intellettuali sulle tracce del grande philosophe, sullo sfondo di una Russia disastrata dal post-comunismo e dalla presa del potere da parte di Eltsin. Affascinante e avvincente sotto ogni profilo.

C. Goldoni: Trilogia della villeggiatura

Per un lettore italiano, cresciuto a botte di commedia dell'arte, questo è un classico che non ha bisogno di presentazioni. Inserite nel doveroso contesto storico-letterario, assumono una portata forse meno incisiva. Diffatti, ad un primo sguardo parrebbero delle italianizzazioni di Moliere e colleghi, ma ci si rende presto conto che i due maestri si dipartono proprio a partire dal pubblico a cui si rivolgevano: da una parte la corte di Luigi XIV e dall'altra la Venezia mercantile anche se nobilitata e agiata. Come nei deliziosi quadri di Longhi, le commedie di Goldoni si muovono lungo un saporoso e ottimistico buon senso borghese, per cui a trionfare alla fine sono quasi sempre l'onestá, il lavoro, mentre le furberie e le vanterie subiscono la giusta punizione. Particolarmente godibili, a mio giudizio, sono le commedie in dialetto dove la spontanea vivacitá popolana risalta maggiormente. Il motivo per cui ho scelto invece la Trilogia della Villeggiatura è soprattutto in quanto rappresenta quasi un addio alla amata Venezia con un'opera della cui originalitá l'autore stesso si compiace di insistere nelle sue Mémoires. Non è vero, peraltro, come sottolinea lui, che ognuna delle tre possa sussistere da sola. Non solo la trama si snoda e si conclude solo nella terza, ma il senso stesso del ritratto (ironico) che Goldoni vuol fare di questa "mania" dell'epoca si compie nello svolgimento dei tre tempi. Mirabile fu, circa una trentina d'anni fa, l'interpretazione che ne diede Giorgio Strehler a Milano e poi a Parigi. In particolare mi ha colpito la predominanza dell'aspetto economico su quello sentimentale (finale a sorpresa, dunque, che non voglio disvelarvi...).
Prediletta, invece, la celebre Locandiera, piú in linea con la tradizione dei diversi pretendenti (ottima occasione per ritrarre tre personaggi tipici del teatro italiano) che alla fine devono rassegnarsi davanti al trionfo dell'umile ma onesto garzone.

testo online:
La locandiera (liber liber)

     The Gothic Novel:
Walpole - The Castle of Otranto
Radcliffe - Mysteries of Udolpho
Jane Austen - Northanger Abbey

Un volume un po' particolare (e attualmente introvabile se non su qualche bancarella) che raduna tre "classici" del romanzo gotico del Settecento, ognuno per ogni "fase" nel ciclo di vita di questo genere letterario. Tanto per cominciare il romanzo di Walpole: simpatico divertimento frutto delle discussioni di salotto ha soprattutto il sapore di una esercitazione letteraria senza molta partecipazione dell'autore; quindi si passa al pezzo forte (nel senso di peso cartaceo) cioè l'opera della Radcliffe (autrice molto gettonata verso la fine del secolo, i suoi romanzi non mancavano mai sui comodini delle signorine della medio-alta borghesia, come ci attesta poi la signorina Austen), un vero mattone di paure timori misteri e delitti sovraccarico di simbolismi, stereotipi ed effetti speciali, il tutto condito da una sana popolarizzazione del pensiero rousseauiano (attenti a non sganasciarvi troppo dalle risate, questa pappona era intesa per farvi soffrire e ansimare); e per finire si arriva all'ultima parola sul romanzo gotico, la gentile e graffiante presa in giro di Jane Austen (un misterioso messaggio ritrovato dall'eroina in un segreto scrittoio si rivela essere una banalissima lista di lavanderia...), dove giá mette a punto la sua ironia, ma è ancora ben lontana dalle vette raggiunte in Emma. E' pertanto consigliabile leggersi i primi due (o anche solo l'Udolpho) per poter meglio apprezzare Northanger Abbey (http://www.selfknowledge.com/nabby10.htm). Per completezza, consiglio vivamente di leggersi due testi classici del romanzo gotico inglese: The Monk di Matthew Lewis e Frankenstein (Penguin) di Mary Shelley (Oxford ed.).

testo online:
The Castle of Otranto
proj. gutenberg
cottagesoft
authorsdirectory

The Mysteries of Udolpho
proj. gutenberg

Northanger Abbey
bibliomania
elf
tilneysandtrapdoors (+ illustrazioni)
selfknowledge.com

e inoltre:
The Monk (selfknowledge)
Frankenstein (upenn)

B. de Saint-Pierre: Paul et Virginie

Una barbata pirotecnica se paragonata con le avventure di des Grieux e Manon. Interessante, nondimeno, in quanto coincide con l'interesse tutto settecentesco per i paesi esotici ispirato dai contatti piú frequenti con i territori coloniali e intrecciato con la visione rousseauiana dell'uomo selvaggio a diretto contatto con la natura. Un pizzico di romanticismo, di idealismo e tante lacrime. Potrebbe farvi venire voglia di visitare le isole Mauritius...
testo online:
petite bibliothéque

     Casanova: L'Histoire de ma vie

Cosa fa un grande libertino quando ha ormai raggiunto la terza etá e non ha piú le energie di perseguire le gonnelle (o altro ancora)? Trova un protettore, fa il bibliotecario e scopre che la sua fama desta ancora curiositá presso il gentil sesso. Guarda il suo passato e si rende conto che è una bellissima storia e se non vuole che sia trascorsa invano, bisogna mettersi sotto e trascriverla, al meglio delle sue capacitá, affinché questo capolavoro possa sopravvivere nel tempo. Qualche aggiustatina qua e lá, qualche ritocco della memoria, qualche (tante) considerazioni filosofico/morali tanto per gradire, et voilá, il gioco è fatto: sei (o sette) volumi di avventure, peripezie, donne a peso. Oltre al pregio di essere scritto in maniera veramente scorrevole (e talvolta con un tocco di ironia), offre al lettore moderno un quadro piuttosto completo della vita del secolo XVIII: problemi di confini, valute diverse, legislazioni diverse, situazioni politiche sempre in subbuglio, costumi e abitudini assai variate (tranne quella, ovviamente, del letto!). Quello che a me ha dato fastidio è una certa tendenza a prendersi troppo sul serio, a moraleggiare a sproposito (bella la tirata sull'omosessualitá: peccato che qualche capitolo piú tardi sia lui stesso a concedersi questi insoliti sollazzi!). Magari non merita di spendere il mezzo milione che chiede Feltrinelli international (semmai ordinatelo su Alapage.com), peró se la vostra locale biblioteca lo offre, approfittatene (come ho fatto io).
anche:
The Story of My Life (Penguin Classics)
The History of My Escape from the Prisons of the Republic

     LeRoy-Ladurie: Il denaro, l'amore, la morte in Occitania

Come si fa a scrivere un libro di storia, un romanzo e un saggio di critica letteraria in un'opera sola? LeRoy-Ladurie è riuscito a farlo con questo esame accurato e dettagliato di una fiaba provenzale verso la fine del Settecento. Attraverso l'analisi approfondita della versione letteraria, messa a confronto con i suoi predecessori orali e con i costumi locali relativamente a matrimonio, morte e denaro (ereditá), lo storico ci offre un quadro pittoresco e assai preciso della societá contadina del sud della Francia durante l'Ancien Régime rivelando aspetti inconsueti rispetto alla storiografia classica. Ma l'aspetto forse piú affascinante ancora è l'interpretazione dei personaggi/eroi di un certo tipo di fiaba secondo una duplice chiave antropologica e letteraria. Terminata la lettura, vale la pena di riconsiderare la funzione degli eroi e dei "cattivi" nella tradizione letteraria tra Settecento e Ottocento.




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The Castle of Otranto










Tom Jones










Marivaux Plays (engl)










Candide











To the Hermitage










The Beggar's Opera










Clarissa










The Life and Opinions of Tristram Shandy










Jacques the Fatalist and his Master










Northanger Abbey










School for Scandal










Les Liaisons dangereuses (Penguin)










Memoirs of a Woman of Pleasure (Oxford)










Mysteries of Udolpho



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