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Don Ottavio e Donna Anna

ovvero Don Giovanni e le coppie buffe

un bacio

liberamente tratto dal "don giovanni" di mozart e da ponte, quello che segue è un mio riadattamento dei dialoghi riguardanti la coppia (di cui al titolo) per coloro fra i miei cari lettori che non si avventurano oltre il foyer di un teatro lirico (e ne hanno ben donde!). coloro che invece conoscono nonchè apprezzano la fine melodia della musica quanto la sottile ironia dei dialoghi, o la maestria poetica di lorenzo da ponte, non credo se ne avranno a male leggendo le righe che seguono. sono certa che sapranno riconoscere il vero spirito del "don giovanni", anche se mirabilmente camuffato da tragedia. per tutti, la consolazione più grande è che comunque questa cosina dura veramente poco!
buon gradimento a tutti,
vostra dongiovannissima,
madd

donna anna: è quello l'assassino del padre mio, è lui, don giovanni!

don ottavio: oh perbacco, ma ditemi voi un poco com'è che l'è andata...

d.a.: dunque, mi trovavo nella cameretta mia pensando ai casi miei, così, al matrimonio ecc., quando un'ombra s'intromise per la finestra e, stupite stupite, si fece passare per voi... [il testo non lo dice, ma sicuramente qui don ottavio dovrebbe come minimo inarcare le sopracciglia, se non financo la bocca a forma di "o"] ma poi sgamai subito qualora mi fece vedere l'arnese suo... ce l'aveva lungo così, e io ho capito subito che non poteva esser voi, e così mi sono opposta, l'ho scacciato, ma quello, perfido, s'imbattè nel padre mio che faceva la spia, e questi inasprito dalla visione volle l'onor mio vendicar in singolar tenzone. il furfante, però, quel briccone di don giovanni, si difese assai bene e lo trafisse con l'arnese... pardon, con la spada sua. ah furfante... ah furfante menzognero...

d.o.: oh cazzo! volevo dire, o diavolo d'un uomo... e adesso?

d.a.: adesso lo direte voi... ah il padre mio... vendicar si deve...

d.o.: sì, capisco, cara donna anna, ma... intanto mi par che si dovea parlar di nozze, no?

d.a.: oh come posso pensare a sì mondane cose quando l'anima del padre mio adorato vaga irrequieta senza pace e tante altre cosine, che non vi dico quanto mi turba poi la notte e non deggio dormir e poi durante il giorno non ragiono e in un precipizio rischio di sprofondar... no, no, di nozze non si parla. prima la vendetta, e poi...

d.o.: oh amor mio... oh angelo mio... che debbo far io per meritare la manina tua santa? ebbene, se così stan le cose, prometto che vi vendicherò, vendicherò il padre vostro [o cielo, come cazzo faccio con quel galantuomo spadaccino? inventar qualcosa degg'io!] e il vostro onor e... scordai qualche cosa, amor mio?

d.a.: il vostro onore. se disonorata io son, voi lo siete doppiamente.

d.o.: sì? e perché mai, di grazia?

d.a.: oh don ottavio, che pene mi date...

d.o.: mille scuse, madamina, ma ancora non tirai fuori niente. sarà forse l'effetto del lume, mia cara, ma questo non è che...

d.a.: oh padre, il padre mio...

d.o.: [du' pall'] sì, il padre vostro, vendicar io saprò, ve lo giuro, ve lo giuro sul mio cuor! che poi ricompenserete, è vero?

d.a.: oh padre...

d.o.: oh diavolo!

d.a.: oh l'infame traditor, l'assassino del padre mio, dov'è colui?

d.o.: alas, cuore mio, rasserenati, finalmente vendetta è fatta, il cielo ha voluto vendicare il padre tuo prezioso.

d.a.: che odo? che sento? qual buon vento...?

d.o.: ebbene sì, tesoro mio, il furfante traditor più non è. ei fu, siccome immobile... ahem, pardon, ei fu, or ora è laggiù ove meritava andar. cuore mio, vita mia, abbandonate finalmente il lutto...

d.a.: oh il padre mio prezioso... come potete chiedere che io abbandoni il lutto proprio ora?

d.o.: perdonate?

d.a.: ah quanti affanni, e quante angosce così a lungo ho patito per la perdita del bene mio padre...

d.o.: si... ahem, tante angosce, sì sì, ma ordunque... vedete, mio bene, ora che il peggio è passato, torneremo...

d.a.: ah più pace non v'è per il cuore mio affranto. che serve la mia vita senza padre?

d.o.: perdonate, donna anna, ma ora son qui io, vi consolerò, vi difenderò, avrò cura di voi, anima mia, le nostre anime che altro sono se non una sola, per sostenerci a vicenda? che sarebbe la mia vita senza la vostra? tesoro, ascolta...

d.a.: no, ahimè, la decisione è presa. un anno almeno di penitenza vorrei passare, in solitudine, per espiare le colpe, il dolore, per rendere grazia all'anima del padre mio poverino.

d.o.: ho ben udito? tesoro, forse non è il caso che voi prendiate decisioni affrettate in un momento come questo, amor mio... aspettate, domani l'umore si sarà calmato alquanto, il ricordo addolcito e forse ragionerete con miglior raziocigno.

d.a.: come mai potrò scordare l'onta che il padre mio ben ha sofferto per mano di quell'infame briccone?

d.o.: perdonate, donna anna, ma il briccone riposa ormai sottoterra, e sapete il detto, chi muore giace e chi vive si dà pace. diamoci dunque pace e mettiamoci una pietra sopra...

d.a.: ah sì, amore mio, voi ben ragionate, ma al sentimento non si comanda. vi prometto, un anno ancora e poi...

d.o.: donna elvira? scusate, siete libera stasera?

donna elvira: ah come osate, marrano, proporre simili proposizioni al mio cuore affranto infranto? oh era un infame, sì, ma un sì adorabile infame, ed ora è perduto per sempre... no no, lasciate che io vada, in un convento mi rinchiuderò per dimenticare, per espiare...

d.o.: [ci dev'essere un'epidemia, indubbio il contesto] zerlina?

zerlina: sì, signore?

d.o.: siete occupata, questa sera?

z.: si dà il caso che stasera io mi debba congiunger con il mio bel masetto [batti batti, mio bel masetto] che ha un naso perfetto così lineare così diretto...

d.o.: suvvia, un'oretta, un poco di compagnia per un uomo solo che ha tanto sofferto, certamente non potreste rifiutare un'opera pia ad un uomo poveretto!

z.: invero non potria rifiutar, infatti m'en vo col mio bel masetto, che l'è pur gelosetto e se gli faccio un bel dispetto, pericoloso podria diventar, ha!

d.o.: rispetto, come sempre, la scelta del masetto, ma... oh diavolo, leporello?

leporello: per servirla?

d.o.: si va all'osteria?

l.: andiam, là ci darem la man...

[ 16 giugno 1999 ]

© 1999-2005 marina pianu, italy | narrative :: 


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