sabato due dicembre
anniversario di sade day
186 anni fa moriva nella sua camera di Charenton l'anziano
marchese de Sade per complicazioni polmonari. Sofferente
da anni (la lunga detenzione ha sicuramente favorito l'affievolirsi della
salute) di problemi legati alla respirazione, aggravato poi da un eccesso
di peso, il vecchio marchese si muoveva ormai a
stento tra i locali della "casa di cura" di Charenton. Grande consolazione
per lui poter dirigere spettacoli teatrali (secondo le testimonianze dei
contemporanei il vero sadismo di Sade si sarebbe manifestato proprio
nella funzione di regista: irascibile, imprevedibile, dittatoriale, collerico
ma sempre squisitamente "aristocratico") e poter vivere con la fedele
compagna dei suoi ultimi anni,
M.-Constance "Sensible" Quesnet, a cui aveva dedicato il famigerato
libro, "Justine".
E' morto "tra le braccia" del dottor J.-L. Ramon. Il buon dottore rispettó
la volontá del morto risparmiandogli l'autopsia ("l'unica che non
abbia effettuato tra il 1814 e il 1817"), ma, al contrario di quanto
espressamente richiesto nel testamento, il marchese venne sepolto secondo i
riti di santa madre chiesa. Non ebbe
funerali altrettanto esecrandi di Mozart, ma nel destino post-mortem
ha ben seguito l'esempio del suo conterraneo Descartes, lo stesso
ironicamente, che lui ha sottilmente sbeffeggiato. Povero Donatien!
Tuttavia, devo dire che è fin troppo giusto che sia finita cosí.
Mi dispiace, in un certo senso, perché gli "voglio bene", ma tutto
sommato era quello che si meritava e che in qualche maniera aveva
sempre cercato: l'incontro/scontro con dio. Leggo dai suoi taccuini: "Montre-toi donc
si tu existes; ne sourffre pas surtout qu'une faible créature ose t'insulter,
te braver, te bafouer comme je le fais, qu'elle ose renier tes merveilles et rire
de ton existence, vil fabricateur de prétendus miracles!" (mio corsivo) Lo
scontro con dio significa essere alla sua altezza, poterlo superare, poter
finalmente dire: "io sono piú potente di te!". Dodon, che ti aveva fatto
tuo padre?