mercoledí quattro luglio duemilauno
dependence day?

caro diario,
dovrai scusare questo lungo frattempo di silenzio, ma troppe cose, neanche molto degne di nota, sono occorse tenendomi lontana dalle tue accoglienti pagine. ma ora, in questa fausta ricorrenza (buon compleanno), voglio segnalare una forse nuova ricorrenza, segnata da piccoli dettagli curiosi.

primo fra tutti, il fatto che oggi i miei capelli fatati hanno destato la curiositá di gente che, credo, non dovrebbe incuriosirsi per cosí poco. un paio di studenti infatti mi hanno incrociato a porta s. donato; uno ha dato all'altro una gomitata significativa accompagnata da un'occhiata. passano, mi giro e li becco entrambi voltati a rimirare la mia insolita (?) capigliatura.

nello spirito in cui ero, la cosa non solo mi è risultata piacevole ma anche divertente. il mio compagno ha riso di cuore. sollazzati per tanto poco, abbiamo ripreso il nostro cammino appiccicati l'uno all'altra, sorseggiando l'aria profumata di benzene, sorridendo ai rifiuti traboccanti dai cassonetti, meravigliandoci a nostra volta della bellezza della vita. un bacio? uno solo?

ieri, mentre andavo da lui, ho notato dal finestrino una cosa strana nei campi. non è possibile che i contadini facciano uno spaventapasseri di quel tipo... lo guardo meglio, non ci credo, spalanco gli occhi: proprio una lepre, grossa, enorme, quasi irreale, seduta tra i filari del campo. la gioia che giá albergava nel mio cuore mi ha reso ancor piú peculiare e interessante un particolare forse altrimenti indifferente. dicono che sia una droga, e non hanno tutti i torti. come non si puó apprezzare la stimolazione nervosa che viene dall'essere innamorati? come si puó pensare di uscirne senza un certo timor panico?

timor panico è la parola giusta. panico dovuto all'incremento di esperienze infauste o quanto meno segnate di negativitá. dei no prematuri, dei sí affrettati, segnali incompresi. poi il timore si aggiunge al vecchio timore e ne produce uno nuovo. in cosa posso sbagliare? come posso evitare di sbagliare senza sbagliare? e perché dovrei investirci tanto se poi puó finire da un momento all'altro? ah poter fare come le farfalle... vivere alla giornata, volare di fiore in fiore e poi lasciare il proprio tocchetto per la posteritá. una farfalla!