giovedí sette dicembre
realtá vs. fantasia day
ci ripensavo stamattina, ancora stordita di sonno mentre
andavo a farmi curare l'orecchio "sbilanciato". a volte la
occasionale deturpazione di un senso (o piú di uno)
puó originare interessanti osservazioni sulla
percezione (che è poi un modo di contarsi le cose,
--> narrativa). per esempio, ci sono alcuni effetti speciali
che al cinema vengono impiegati per rendere l'idea di un
certo stato psico-fisico. spesso vengono percepite come
interpretazione artistica simile ma non coincidente con la
realtá. capita poi nella vita di vivere momenti simili
e l'interpretazione "effettistica" ci appare improvvisamente
perfettamente aderente alla nostra esperienza.
realtá o fantasia? e che cos'è la fantasia se
non una interpretazione soggettiva della realtá. e che
cos'è per contro la reltá? mai pensato che
esistesse una realtá a priori, in sé e per sé,
o che in qualche modo la scienza (e la filosofia) dovessero
aspirare a raggiungere questa entitá assoluta. no, la
realtá è una accozzaglia di eventi e fenomeni
che acquistano un senso e una logica solo quando vengono
percepiti e processati dalla mente umana (o animale?).
allora come differenziare ció che comunemente si definisce
"realtá" da ció che si definisce "fantasia", "immaginazione",
ecc.? normalmente fantasia vuol dire che i fatti narrati sono stati
inventati di sana pianta, che non corrispondono alla realtá.
tuttavia consideriamo "narrativa" anche quei testi che riportano
l'esperienza dell'autore o di terzi. allora, di nuovo, qual'è la
differenza tra un romanzo storico ("le mie prigioni" di pellico) e gli
eventi realmente accaduti (la prigionia di silvio)? questo io chiedo
e mi domando, non avendo ancora trovato una risposta...