venerdí otto dicembre
dead male white writers' day

non si fa cosí. non sta bene, non è decoroso. un autore, o muore prima o dopo, ma non mentre stai leggendo il suo libro! scrittori...
stavo appena iniziando ad affezionarmi al suo stile, alla sua personalitá, ad assuefarmi alle lunghe descrizioni introduttive, alla grande dovizia di similæ, alla curiosa percezione delle persone ed eventi che circondano l'io narrante, annotando mentalmente dettagli da chiarire, commenti da riportare, conversazioni mentalmente stimolanti da intrattenere fra "colleghi", quando il mio "live-in critic" mi informa che il suo necrologio è appena apparso nell'ultimo numero dell'economist. necro...che?

come hai fatto ad entrare nella mia vita, malcolm "nessuna- parentela" bradbury? "ma guarda" mi fa il mio live-in critic, "è appena uscito un libro sul viaggio di diderot in russia, t'interessa?" ovviamente sí. 500 pagine di diderot riciclato sono atterrate sul mio comodino sorridendo la loro sfida alla mia impazienza lettoria, finché non ho ceduto e mi sono addentrata in una diderottiana intermittenza di antico e moderno: riflessioni, aneddoti, personaggi identificabili nello zoo della vita, considerazioni sulla improbabile arte di costruire storie vs. l'imponderabile arrivismo degli accademici internazionali. come non simpatizzare, mal?

non eri neanche vecchio, nella mia accezione del termine. ma la tua morte mi informa del grosso peso che hai avuto nella costruzione della narrativa moderna, in veste di modellatore di celebri voci narranti come mcewan e ishiguro "non-mi-ricordo-mai-il-cognome". come per tutti i maestri in tutte le arti, anche tu continuerai a vivere attraverso coloro a cui hai tramandato la non banale arte di costruire storie.

mi viene poi in mente mamet e il suo rimpianto per non aver potuto ringraziare patrick o'brien in tempo prima che morisse. te l'ho detto, mal, non si fa cosí. adesso torni subito qua e aspetti che io abbia finito di leggere.