domenica dieci dicembre
i had a dream day

è tornato a trovarmi ieri notte, erano anni che non si faceva vivo. me l'aveva promesso e puntualmente è venuto, ma non mi aspettavo che si conciasse a quel modo...

il solito biondino, certamente, ma non "arthur" o "jacques"; stavolta è venuto mascherato da vecchio amico, un po' cattolico, un po' troppo "acqua santiera" per i miei gusti. perché? non basta, invece di fare il duro come sempre, o il "protettivo" (come gli piace questo atteggiamento!), mi ronza attorno come uno spasimante timido e poi, conversando indifferentemente con una vicina, lo sento pronunciare il mio nome segreto e subito dopo colgo una sua occhiata fugace ma densa di significati. va bene, ti sei fatto riconoscere in un modo che solo io e te sappiamo, ma dimmi, che cosa debbo trarne?

e che significato ha quella pezzuola bianca di lino che mi hai messo in mano? mi ricordano tanto i pannolini che usava mia madre. be', io per tutta risposta me lo sono ficcato tra le gambe sotto i tuoi occhi. un pochino timorosa, è vero, se mi avessero visto quelle brave signore si sarebbero di certo scandalizzate. ma tu, mi hai guardata facendomi capire di aver compreso interamente il mio dilemma. (eh dico, te le ricordi le volte che al bar mi mettevo a fare il filo con gli altri? e quelle volte che, a tavola con gli amici, allungavo la mano sotto i tuoi pantaloni, dí, te lo ricordi?

poi, non visto, ti sei accostato a me e mi hai accarezzato una spalla. "non ti preoccupare, lena, saremo nuovamente felici, te lo garantisco." garantisci?