sabato sedici dicembre
beethoven (freddo) brithday
200 e rotti anni fa nasceva in una... bah, al diavolo. chi se
ne frega poi di questo sordo misogino misantropico musico? io
ho freddo. ho tanto freddo in questa landa fredda e umida. ho i
capelli blu dal freddo. le mie narici hanno freddo. le mie palpebre
hanno freddo. le mie unghie hanno freddo. hanno freddo persino
le mie ovaie, le squame morte della mia epidermide. il mio colon
ha freddo. il mio metacarpo ha freddo. sono tutta un tremito e un
sussulto. io ho freddo.
ecco, l'ho detto. e ora? ho meno freddo? no, ma mezzo mondo
almeno lo sa che io ho freddo. e poi non sono neppure la sola.
ieri aspettando l'autobus ho notato un paio di cucciolotti (40 gg)
in preda a convulsioni di freddo mentre cercavano riparo nel
cappotto dei padroncini. il rosso addirittura si è andato
a infilare nella manica del padrone e dal freddo gli ha fatto la
pipí dentro. imbarazzante e divertente. tutta la mia solidarietá
soprattutto al cucciolo.
non sono una vacca. non sono una trota. non sono neppure una
colomba (credevate che ci cascassi e dicessi "non sono un'aquila"
eh? che impertinenti!). sono una rana. pascolo nell'erba come le
vacche, sguazzo felice nell'acqua come i pesci e di tanto in tanto
mi piace saltellare di qua e di lá come fossi un uccellino
alle prime armi. ma resto una rana, di quelle che nei menu hanno
bisogno di un settore speciale (eh giá, perché io
sono speciale!), anfibia, in limbo, sul confine tra un regno
e l'altro, tra un settore e l'altro, ogni tanto salto di qua, altre volte
salto lá, a seconda del momento, a seconda dell'umore.
come questo sito, troppo inglese per essere un sito italiano, ma
troppo italiano per essere anglofono.
croak croak...