martedí venti febbraio duemilauno
spleen day

languore malinconia spleen struggimento vaghezza stipsi... parole medicali scientifiche assodate. ma come tradurre quel particolare stato d'animo che si manifesta in certe ore del giorno? le parole, l'ho giá detto, hanno uno strano potere: da un lato danno corpo ai nostri pensieri approssimandosi in misura variabile, e dall'altro suggeriscono nuovi pensieri, sensazioni, emozioni, figure. scrivere i propri pensieri fa succedere strane cose alla propria testa: si cominciano a vedere fantasmi, si delineano paesaggi, si precisano trame e storie, ragionamenti, associazioni di idee...

colecisti creatinina ischi... un gran minestrone nella testa del malato cronico che soffre e impara a vivere con la sua malattia. ansia asma acne assuefazione astigmatico fatti curare fatti e non parole.

a volte, troppo spesso, si resta a corto ("non ho parole"), spesso senza che uno se ne accorga, ed è allora che altre parole, inopportune, inutili o pericolose e fuorvianti, scivolano via dalla bocca e materializzano malintesi, che generano dispiaceri, rinunce, liti magari. oppure, proprio quei malintesi danno adito a nuove scoperte che avvicinano alla veritá. occorre allora avere sempre con sé una buona scorta di parole di riserva ("è stato per me un gran piacere...", "le mie piú sentite condoglianze", "distinti saluti", ecc.: tutte frasi di rito, ma anche frasi piú personalizzate, gergali, tribali, tormentoni per i pochi addetti ai lavori, non dissimili da quei pazzi che a furia di raccontarsi le stesse barzellette, avendole numerate, ridevano semplicemente quando un numero veniva menzionato...).