mercoledí ventun marzo duemilauno
spring day
letteralmente, "giornata di molla" o "a molla", perché oggi mi sento pronta a scattare, e i motivi non mancano (l'uggioso grigiore della pioggerella di marzo non aiuta). indebitamente forse influenzata dalla lettura di un libro sul tentato golpe borghese (7-8 dicembre 1970... ripassarsi un po' di storia recente, in questo periodo di amnesia prefabbricata, non fa poi tanto male), ho un subitaneo moto di stomaco nel leggere il titolone di prima pagina de il giornale di berlusconi: "l'attentato al governo berlusconi ci fu" (sintassi, chi era costei?). a libro si oppone libro; alle accuse degli incartamenti di caltanisetta e palermo vengono opposti quelli del tribunale di trento (di nefanda memoria per il libero pensiero); ai legami tra berlusconi e la mafia (ancora tutti da chiarire, ma solo lui, temo, potrá chiarirceli) viene opposta la tesi (tutta da provare) di un complotto giudiziario per far cadere il governo berlusconi (ricordate l'avviso di garanzia spiccato durante il g7 a napoli sulla criminalitá?) e per fargli perdere le elezioni nel '96 (ricordate il sorriso vittorioso di berluska la sera stessa davanti ai risultati delle exit poll poi clamorosamente smentiti la mattina dopo?) e, secondo l'autore questo complotto sarebbe iniziato nel '92 (circa diciotto mesi prima che berlusconi "scendesse in campo" con il suo nuovo partito, forza italia).
com'è facile lanciare slogan e falsitá! e quanto invece è sempre difficile e lungo smentirle e spiegarsi davanti ad una popolazione sempre piú smarrita e confusa (e immemore) da continui e contradditori sballottamenti di media!! la memoria, in questi tempi, sta diventando un lusso precario e prezioso al tempo stesso. chi piú si ricorda di quello che è successo sette anni fa durante il burrascoso governo berlusconi (lui dice che sono stati otto mesi, ma controllate pure, erano solo sette)? chi piú ricorda le pesanti invettive dello stesso nell'aula di montecitorio contro il suo alleato, umberto bossi, al grido di "giuda!"? berlusconi stesso dice ai nostri amici europei che lui non "ha mai avuto problemi con i suoi alleati". una curetta di fosforo, cavaliere?
la memoria collettiva si sta accorciando sempre piú man mano che i fantasmi del passato diventano piú scomodi. qui a bologna ci hanno provato con la resistenza ("ma ancora con queste storie? bisogna guardare avanti!") senza pensare (o forse in perfetta malafede pensandolo) che "chi non ricorda la storia è destinato a ripeterla", come diceva santayana (sulla falsariga, se vogliamo, del buon vecchio guicciardini). tutta la nostra cultura si è ormai improntata all'oblio programmato, anche se, per fortuna, ogni tanto qualche vecchio (non restano che loro a poterci salvare) protesta e racconta. ma non è proprio a questo che servono i nostri vecchi, a tramandarci cioé la nostra storia, il nostro passato, i nostri errori e le nostre glorie? il popolo ebraico ce l'ha giá insegnato: piú che per tracciare le nostre radici, il nostro passato ci aiuta a vedere il futuro, dove stiamo andando e dove non vogliamo andare.
in particolare l'uso della parola attentato in questo caso un po' peculiare (si puó commettere un attentato ad un governo mai nato?) svaluta il suo significato reale offendendo il senso civico e la memoria di quelle persone che sono morte in difesa nella nostra repubblica, nel nostro modo di vivere, della nostra libertá. tuttavia come non stupirsi se i delinquenti, una volta entrati in politica, urlano al "complotto politico" ogni qualvolta si parla dei loro delitti?