sabato ventisei aprile duemilatre
resistenze e consistenze day

"Non hanno offeso me, ma la giornata del 25 aprile"
«Odiamo i partigiani». Roma, arrestati 17 neofascisti mentre affiggono manifesti (l'Unità)

notizie gravi e che danno molto da pensare... il dilemma, naturalmente, è tutto nel concetto di libertà di espressione oltre che di pensiero. al liceo mi inquietavo con quelli che sostenevano il sacrosanto diritto di parlare ai fascisti, mentre io sostenevo che chi non tollera la diversità e la libertà di parola, non può godere di quel diritto. in altre parole, se tu non riconosci il mio diritto di esprimermi secondo il mio pensiero, io non riconosco neppure il tuo. in fondo è come tutti i giochi sociali: ci vogliono dei principii (finalità del gioco) e ci vogliono delle regole in base a questi principii. per poter giocare bisogna intendersi sulle regole.

ora mi si dirà che quelle regole loro (i fascisti, per intenderci) non le hanno sottoscritte, eppure restano cittadini italiani. questo è ben vero, infatti viene da chiedersi perché simili individui sono cittadini italiani invece che, chessó, cileni? o nordcoreani? meglio ancora, perché non possono accettare le regole e i principii che la stragrande maggioranza degli italiani ha deciso di darsi? perché non se ne fanno una ragione una volta per tutte? e soprattutto, perché gente che non ha mai vissuto sotto il regime fascista pretende di conoscerlo così bene da volerlo restaurare?

d'altro canto, con il passare degli anni e con l'esperienza che i colori non sono mai solidi ma sempre un piu' sfumati, viene da chiedersi: perché un gruppetto di esaltati ignoranti dovrebbe preoccupare? una solida e vera democrazia non dovrebbe essere abbastanza forte da riuscire a "sopportare" e "raddrizzare" queste occasionali "storture"?

sicuramente nel grande schema delle cose l'ordine civile attuale, fondato sui principi di libertà e democrazia, vale altrettanto del regime autoritario. forse, alla lunga ma molto lunga, l'uno vale l'altro in quanto a favorire la crescita e lo sviluppo di una nazione. ma adesso, oggi, in questo paradigma storico, è necessario prendere posizione. recuperare i nostri valori, adottarli, incamerarli nel nostro essere e difenderli senza tregua e senza mai allentare la guardia. se poi, alla lunga, dovessero vincere loro... be', si deciderà quale strategia adottare. ma non bisogna mai smettere di credere e agire sempre coerentemente.

allora, in summa, che fare? lasciarli fischiare e inneggiare al duce? o rimandarli a scuola?