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[ot] er blu notte [c_fans]

puntata coinvolgente per la sottoscritta visto che nel mio quartiere erano di casa e il costruttore del mio palazzo e' ancora agli arresti domiciliari per. forse non e' strano che carlo non abbia menzionato, tra i tanti morti ammazzati, anche quei due che sono stati trovati nei sacchi di plastica qualche anno fa... ufficialmente e' stato il figlio, ma tra i vecchi vicini nessuno ci crede (anche perche' uno dei due era il commercialista di detto costruttore). mistero romano.

bando alle storie personali, passiamo invece alla banda (che quando passo' io dissi di no). intanto a nessuno sara' sfuggito il notevole contributo dato dal dott. giancarlo (maddale', metti giu' quell'uzi... non ho sbagliato il nome, si tratta di de cataldo!!!). poi, come nella puntata sulla malavita milanese, anche questa storia sembra (ma solo sembra) incongrua rispetto alle puntate dedicate alle varie mafie. la differenza in effetti c'e': la banda non aveva una tradizione alle spalle, non aveva alcun rito di iniziazione di qualsivoglia natura (v. sentenza della cassazione...) e ha cessato di esistere, proprio come le brigate ros... pardon, scordavo che invece ci sono ancora!
non sembra neanche, al contrario degli altri casi, che la banda (come ha sottolineato de cataldo, tutti di estrazione piccolo borghese) sia sorta su un humus socio-economico particolare. "gente che ha studiato" e che i poveracci, gli "accattoni" di pasolini li ha usati e poi eliminati. piccoli criminali crescono, forse troppo in fretta, grazie anche ad appoggi e favori e sostegni non ancora spiegati (forse che mafia camorra e 'ndrangheta pensavano di usarli come testa di ponte per entrare nel territorio romano e poi liquidarli?) e poi, puf svaniti nel nulla.
messa cosi' sembra quasi un fungo sorto raccolto e cucinato e a qualcuno potrebbe persino venire il pinsero che a roma non c'e' piu' criminalita' organizzata. ma e' vero? sara' proprio cosi'?
mistero italiano.

marina
p.s. e' la seconda volta che carlo mi delude: niente domandina o frasetta conclusiva per far pensare...

[ 14/11/2004 ]

[ot?] blu noche

trovo lo spagnolo lingua adeguata per suggerire la puntata di stasera, non vi pare, o miei guapi... pardon, miei prodi?
(non voleva essere una battuta politica, santo cielo!)

allora, intanto va detto che il nostro carletto ha la capacita' di darci il senso del soggetto che tratta, abbastanza da farci notare le differenze tra le diverse organizzazioni criminali finora trattate. queste differenze, pero', tendono a sfumarsi man mano che ognuna si evolve nel senso della globalizzazione che ahime' tutto ingloba. questo fa si' che le vecchie regole, i vecchi principi che potevano in una qualche misura rendere "rispettabile" (termine da prendersi, vi prego, con tanto beneficio d'inventario) oggi non valgono piu': onore, rispetto per gli innocenti (bambini), rispetto per la persona (niente sequestri)...

mia riflessione personale: se i valori tradizionali sono andati a professioniste nella societa' "civile", perche' non avrebbero dovuto fare altrettanto in quella criminale? se i bambini d'oggi sognano di fare tanti soldi da grandi (non importa come) mentre noi alla loro eta' sognavamo di diventare aviatori e tranvieri, perche' i giovani malavitosi dovrebbero avere il minimo rispetto per la vita umana?

le differenze sfumano anche per il giro di affari che si e' incredibilmente ingrandito negli ultimi 20-30 anni, ma soprattutto sfumano per l'accresciuta collaborazione (e confusione) tra le diverse organizzazioni: la mafia si serve della camorra o della 'ndrangheta a seconda del caso. connubi, sinergie, alleanze e guerre: contatti che comunque creano influenze ed esigenze intrecciate. perche' non chiamarli collettivamente "camorfiagheta"?

ancora una volta lucarelli fa dire ad un "ospite" quella cosa che a noi non piace sentire: se non cambia la gente, il male continua a prosperare. ma dice anche un'altra cosa a cui almeno i neoliberisti dovrebbero essere sensibili: l'attivita' criminale non e' un'attivita' economica che da' lavoro e fa prosperare la gente; no, e' un parassita che impedisce alla societa' di crescere soprattutto economicamente. smettiamola quindi di dire che la mafia (termine generico) e' un governo parallelo, che ti da' cio' che lo stato non da'. la mafia (termine generico!) e' un verme solitario che sostituendosi allo stato da' al singolo qualche briciola ma si prende tutta la pagnotta.

il tocco di noir alla presentazione e' come sempre ben fatto, ma sta diventando un pelino troppo prevedibile, com'e' del resto nella tradizione del noir :))

quello che affascina me in queste storie e' il ruolo delle donne, delle figure femminili che sorreggono, combattono o addirittura si fanno protagoniste.
peccato che sfuggano alla narrazione...

marinoir

[ 07/11/2004 ]

Andragathos (la nuit bleu)

spero di avero colto giustamente sia la parola che lo spelling (pardon, ortografia) del termine da cui, forse, deriva il nome della 'ndrangheta.
"uomo coraggioso", ha detto lucarelli. credo che sia piu' corretto dire "virtu' virile", ma i classicisti in lista saranno sicuramente in grado di correggermi/lo. in ogni caso, inter nos, varrebbe la pena soffermarsi sul suo significato.

su una cosa ha ragione il nostro angelino, e cioe' che la mafia, cosa nostra, e' a torto l'associazione criminale piu' riconosciuta dalla gente comune (di cui mi arrogo il titolo di rappresentante temporaneo), subito seguita dalla camorra. eppure i cartelli colombiani si fidano piu' degli 'ndranghetisti che dei mafiosi, e questo qualcosa vorra' pur dire...

dal mio personalissimo punto di vista e' stata una puntata interessante ed istruttiva perche' mi ha dato modo di constatare alcune essenziali differenze con la mafia (attendo fiduciosa una bella puntata sulla camorra!) e che molto probabilmente spiegano anche il perche' "cosa nostra" sia piu' famosa, o perche' non si facciano film sulla 'ndrangheta (mario puzo, dove sei???). eppure dettagli come quello della testa mozzata del macellaio e usata come palla e' abbastanza solluccherosa da attirare l'attenzione di piu' di un regista!
(qualcuno, difendendo la fallaci, mi aveva detto che e' giusto fare guerra agli islamici perche' mozzano teste; mi chiedo se la pensa cosi' anche dei calabresi, nostri connazionali...)

sorvolo elegantemente sull'intera puntata (decenni di storia giornalistica italiana mi hanno addestrato ad un sano scetticismo) per arrivare a quello che mi ha colpito particolarmente e che, presumo, sia il messaggio vero di lucarelli, ovvero il finale.

il tocco finale di lucarelli e' la sua specialita', quasi in veste di giornalista consumato piu' che di giallista.
questa volta e' stata proprio l'ultimissima frase, seguita solo dalle immagini riepilogative di alcune vittime dell' organizzazione mafiosa: "se la gente si ribella siamo finiti", opportunamente ripetuto una seconda volta: "avete inteso bene, o imbelli telespettatori che guardate cio' magari perche' vi siete rotti di guardare nonno libero?"

su questo concetto vorrei espandere un attimo, anche a rischio di finire ot (ah ma gia' ci sono finita, n'est-ce pas? ma prego lorsignore e lorsignori di non dare adito a discussioni in lista...): se la gente si ribella vale solo per la 'ndrangheta? se nessuno e' contento di un certo stato di cose, perche' non ribellarsi? o meglio, anche in uno stato di potere, e non di diritto nel senso che si intende da questa parte della rivoluzione francese, quanta parte ha la popolazione nel mantenere un determinato status quo? e per rientrare in tema, quanto noi (siciliani e non) possiamo fare con la nostra pura e semplice volonta' per cambiare i rapporti di potere?

marina (che forse da lucarelli qualcosa ha imparato...)

[ 24/10/2004 ]

blue night

certo che concentrare 40 anni di lotta alla mafia in due ore non e' cosa facile per nessuno. lucarelli poi riesce, come sempre, a fare un gran bel minestrone, anche se li' per li' sembra tutto lampante (e non gliene faccio una colpa, sia chiaro, la faccenda e' ancor piu' complicata). abilmente pero' ci lascia con un bel punto interrogativo a cui molti pensano forse di avere la risposta, ma per formularla in maniera compiuta ci vorrebbe una intera trasmissione dedicata all'altro argomento, gia' trattato in "misteri italiani".
mi viene da pensare che forse proprio in questa vicinanza stava la pericolosita' della puntata, motivo per cui non e' stata cancellata del tutto ma solo rinviata. la domanda, per chi l'avesse gia' dimenticata, e' questa: dall'ottobre 1993 cosa nostra ha smesso di fare la guerra allo stato perche' ha trovato il suo referente politico, un referente "nuovo", e chi puo' mai essere questo referente? "aiutino": cosa e' successo nell'autunno del '93 nella scena politica italiana?
secondo aiutino: come mai i nomi di alcuni politici di forza italia e alleanza nazionale sono apparsi nei rapporti del sisde (che non esisde piu')?

lucarelli non esprime giudizi e non tira conclusioni. a buon intenditor poche parole (o, come direbbe nonno libero, una parola e' troppa e due sono poche :))

nota da pillicusa: la pistola che si e' vista nelle ricostruzioni in studio non e' una smith & wesson, bensi' una berretta calibro nove bifilare (in dotazione delle forze di polizia). cosi', tanto per l'esattezza! :))

marinetta

[ 17/10/2004 ]

© 1999-2005 marina pianu, italy | narrative :: 


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