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"Communism in the U.S. of A."



Dagli archivi di S.C.I.

Date: Fri May 13, 1994
From: Maddalena De Seda
To: soc-culture-italian@cs.utexas.edu
Subject: Communism in the U.S. of A.


e’ ormai un luogo comue assai diffusamente accettato che gli stati uniti sono l’antitesi pura del comunismo. secondo me e’ una distorsione grandiosa della realta’. chiaramente non si puo’ dire che il sistema americano sia di stampo comunista, per lo meno non secondo le dottrine di marx o lenin o gramsci. pero’ se andiamo a guardare la radice etimologica della parola (comune, comunita’, cosa pubblica... res publica...) non si puo’ in alcun modo escludere il "sentimento comunista" dalle basi ideologiche sulle quali e’ costruito questo paese.

per non tediare troppo gli amici sciiti e per non mettere a dura prova la loro pazienza (anche perche’ ci tengo ad essere letta, io! :-), evito di fare un excursus storico dell’america dai tempi dei primi coloni (ma si’, dall’epoca del mayflower) ad oggi. mi si dia atto pero’ che la pietra di fondamento di questa societa’ resta precisamente nel senso di comunita’, dalla piccola (quakers, amish, villaggi di coloni, comunita’ che converge attorno alla chiesetta locale, vicinato, quartiere, sobborgo) alla piu’ grande (citta’, stato, nazione). benche’, per le sue origini di "frontiera" viga ancora oggi l’individualismo piu’ schietto, e’ pur vero che il popolo americano (dovrei dire statunitense, nevvero?) ha profonde convinzioni "socialiste", forse dovute soprattutto al grande operato di franklin delano roosevelt (quel cattocomunista! :-).

lasciando un attimino da parte l’aspetto economico (fu fdr a causare la depressione o ne fu egli la cura?), i dodici anni del "new deal" furono al tempo stesso anni di accentramento di potere (ne’ piu’ e ne’ meno di quel che avvenne in europa nello stesso lasso di tempo), e di profondi cambiamenti in direzione socialista (programmi di lavori pubblici, pubblica assistenza, pensione sociale, campi di lavoro, ecc.). malgrado la "caccia alle streghe" dei primi anni cinquanta e l’avvento della "guerra fredda", il grande boom economico del periodo, noto come "populuxe" (1953-63) fu anche il trionfo del sentimento comunista sia a livello pratico (di comunita’) sia a livello ideologico (c’era a quei tempi un partito comunista in questo paese, ed era assai forte e ben nutrito—mai sentito parlare dei "beats?).

pero’ ribadisco, per i duri di cervello, che il comunismo (retaggio della guerra fredda e del maccarthismo) resta un "peccato mortale" negli stati uniti, e chi ha dovuto firmare dichiarazioni per ottenere visti o permessi di lavoro sa che avere dei precedenti "comunisti" equivale a un rifiuto di ingresso o a deportazione (per gli increduli, posso fornire copia delle domande relative nei moduli, per esempio, per domanda di cittadinanza).

a prescindere poi da tutte queste considerazioni, sia la popolazione che il governo statunitense in questi ultimi anni si sono dimostrati decisamente piu’ a sinistra di quelli italiani. infatti, pare che quasi tutto il mondo civile ed industrializzato si stia muovendo a sinistra... tutti tranne l’italia (ammesso e non concesso che questo stivaletto a punta sia da considerarsi "civile" ed "industrializzato", naturally...)

tanti saluti

maddalena de seda, l’anti-tutto

ancora da s.c.i.: la pizzina commedia >>

© 1999-2005 marina pianu, italy | narrative :: 


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