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rome' giuliett. uscendo dal cinema l'amica ha espresso la sua delusione:
"da loach mi aspettavo di più". messa alle strette, però, non ha
saputo precisare cosa. senza rendersene conto ha fatto eco alla protagonista quando parla
del suo compagno ideale: "sì, un amico, ma dev'essere qualcosa di più,
ci dev'essere quella luce negli occhi...". anche a questo film manca quella luce,
quella forza che ci ha fatto amare altre pellicole del regista, e altri film sul tema
dell'integrazione in gran bretagna e del contrasto tra due mondi molto diversi (v. "east
is east"). roisin, irlandese, e casim, pachistano si innamorano, ma ad ostacolare
questo amore insorgono il mondo cattolico di lei e il mondo islamico di lui, la scuola
dove lei lavora e la famiglia in cui lui vive.
il lieto fine (in una carina ma leggermente scontata scenetta conclusiva, in piena sintonia
con la migliore tradizione comica sentimentale) non appaga però la sete destata dal
livore e l'acrimonia delle imposizioni dei due mondi in conflitto. roisin non è un
personaggio tremendamente simpatico: egoista, fragile, capricciosa, ad ogni pie' sospinto
ci fa temere che lui la mandi giustamente al diavolo per tornare in seno alla sua famiglia
e seguire il destino che hanno tracciato per lui. non si capisce alla fin fine perché
lui si lasci convincere a rompere con la famiglia per stare con lei.
a prescindere, il problema posto dal film merita qualche riflessione. coloro che emigrano da
una cultura diversa si trovano a dover venire a patti con la cultura che li accoglie. per
reazione fede e costume tendono ad irrigidirsi rischiando di rendere infelici i figli che,
nati e cresciuti in questa diversa cultura, vengono sottoposti alla duplice pressione.
sin dall'inizio, il tono e il tema sono tutti nella dichiarazione di tahara: sono
donna, sono musulmana e tifo glasgow (riassunto mio). tahara (la seconda da destra nella
foto) è senza dubbio il personaggio che più di tutti attira la mia simpatia
e stima. un caratterino niente male, è tuttavia lei l'agente del destino: è
grazie a lei che roisin e casim si incontrano, è grazie a lei se casim trova
l'occasione e la forza di rompere con la famiglia, ed è ancora grazie a lei se i
due alla fine si riuniscono. è sempre lei la prima a imporre le sue scelte alla
famiglia perché capace di vivere l'ambivalenza tra le due culture con serena
determinazione e nella piena accettazione del duplice status (tifa glasgow, ricordo).
parallelamente alla questione dell'integrazione per i pakistani, si presenta con una certa
forza la questione del conflitto tra passato e presente negli stessi nativi che, a ben
guardare, sono anch'essi figli o nipoti di immigranti (non è anche roisin, irlandese
che vive in scozia, una immigrante di seconda generazione?), quasi che il problema
dell'integrazione dei nuovi immigranti non fosse altro che una esasperazione di un
contrasto molto più profondo e generalizzato di una società che cambia
malgrado se stessa. il prete, acrimonioso e apocalitticamente severo, presenta appunto la
faccia di questa società che vive con profondo disagio il progressivo sgretolarsi
delle sue tradizioni, nei costumi e nelle credenze. così come non tutti
gli islamici sono uguali fra di loro (anche questo rientra nella dichiarazione-premessa
di tahara), neppure i cattolici sono tutti uguali: il preside della scuola, diversamente
dal prete, non giudica l'insegnante di musica in base alla sua condotta morale ma
in base alle sue qualità didattiche (roisin stessa, seppur non praticante, manifesta a
chiare lettere la sua fede cattolica).
questo è il marasma sociale e culturale in cui si dibatte l'amore di roisin e casim,
ma è sufficiente a spiegare le scenate e le sfuriate tra i due amanti? e alla fin fine,
cosa voleva raccontarci ken loach? una storia d'amore alla montecchi e capuleti o una realta'
sociale con la quale ci troviamo oggi a dover fare i conti? anche il già citato
"east is east" palesa questi (ed altri) spunti di riflessione, con maggiore
ironia (ottimo veicolo per una critica sociale) e bonomia lasciando nel cuore dello
spettatore una leggerezza e un ottimismo oggi più che mai davvero auspicabili.
scheda del film:
Titolo originale: Ae Fond Kiss
Nazione: Regno Unito, Belgio, Germania, Italia, Spagna
Anno: 2004
Genere: Drammatico
Durata: 103'
Regia: Ken Loach
Cast: Shamshad Akhtar, Ghizala Avan, Shabana Bakhsh, Eva Birthistle, Pasha Bocarie
Produzione: Rebecca O'Brien
Distribuzione: Bim
Sito ufficiale: bim film
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