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Piccoli "Cittadini" crescono

Aumentano le organizzazioni su Internet
per cambiare il mondo

piccoli cittadini crescono...

Siena - Strana gente naviga nel ciberspazio, questo si sa. Ci naviga gente che vuole solo giocare, gente che vuole studiare. E ci naviga gente seria con intenzioni dannatamente serie, gente che ha deciso di sfruttare il potenziale di innovamento del mezzo telematico per costruire qualcosa.

Alcune decine di cittadini italiani hanno deciso di formare un'organizzazione non a scopo di lucro con fini tutt'altro che virtuali. La "Città Invisibile" (ogni riferimento a Calvino è puramente voluto) si è formata un anno fa in qualche parte del ciberspazio tra Bologna Washington e Siena. Il grande successo di pubblico è giunto grazie a due iniziative: la campagna per l'abolizione della Tariffa urbana a tempo (Tut) e l'edizione telematica di "Cuore". Tanto successo che se ne sono interessati stampa e televisione. Per fornirci lumi sulle attività e la storia di questa associazione, abbiamo accostato uno dei padri fondatori, Saverio Cittadini, residente qui a Siena.

Come è nata l'idea? come vi siete ritrovati?

«I primi approcci sono stati puramente goliardici. Ci siamo conosciuti quasi tutti attraverso il gruppo di discussione soc.culture.italian, dove italiani di tutto il mondo avevano modo di partecipare a discussioni di varia natura, dalla politica al calcio alle ricette di nonna Perina. Così nacque il "Collettivo immaginario", che voleva irridere questa virtualità troppo spesso confusa per realtà. Volevamo divertirci, prendere in giro noi stessi e la sinistra. Poi, ci siamo accorti che avevamo in mano una bomba...»

E così vi siete costituiti in "associazione"...

«Appena saputo della nostra formazione, alcuni gruppi politici si sono interessati a noi per sfruttare lo sbocco sulla rete. Ma noi ci abbiamo tenuto a mantenerci indipendenti politicamente proprio per garantire a noi stessi maggiore libertà di spazio per le nostre iniziative.»

Ciononostante il gruppo parlamentare progressisti trova un suo spazio telematico grazie alla "Città invisibile".

«E' vero, come è vero che uguale spazio ricevono altri gruppi politici e non. Noi soprattutto crediamo nella libertà di espressione per ogni gruppo sociale; cerchiamo in questo modo di supplire alle deficienze della comunicazione convenzionale. Nell'ambito della nostra associazione, c'è anche l'Osservatorio-media, una specie di garante telematico dei mass-media, per correggere ogni eventuale falsità o deficienza di informazione.»

In che cosa consiste la vostra campagna per l'abolizione della Tut?

«Stiamo ancora raccogliendo firme. La campagna ha avuto subito un grosso successo, abbiamo raccolto migliaia di firme e ora abbiamo inviato una lettera al ministro delle Telecomunicazioni per fare pressione sulla Telecom e abolire la Tut. Il punto della campagna è molto semplice: per viaggiare su Internet bisogna collegarsi alle linee telefoniche e i costi attuali non consentono a molti privati di collegarsi. Questa strategia della Telecom è unica al mondo. Gli italiani che vivono negli Usa pagano solo uno scatto pur restando in rete per ore. Internet sta diventando essenziale, non solo per la rapidità della comunicazione, ma anche per le enormi opportunità che offre. Qui a Siena cominciamo già ad accorgercene, con la banca dati del Comune.»

E lo spirito goliardico, che fine ha fatto?

«La nostra associazione si occupa principalmente di informazione. Ma svolgiamo anche attività sociali, incontri reali fra noi (molti soci non si conoscono ancora di faccia). Ad agosto abbiamo organizzato un "plenum" dove per la prima volta, tramite collegamento in rete, abbiamo potuto inviare le nostre immagini a tutti i soci assenti. La cosa ha fatto colpo, lo devo dire. Si è parlato di noi in varie riviste specializzate.»

E adesso ne parliamo anche qui, sul Cittadino...


Marina Pianu
da "Il Cittadino di Siena e Provincia", 16 dicembre 1995

© 1999-2005 marina pianu, italy | narrative :: 


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