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XVII Premio Città di Chiavari

il resoconto ufficiale




Chiavari [30 ottobre 2004] - anche la nostra piccola cittadina ha qualcosa da offrire ad un pubblico librofago e il premio "citta' di chiavari" non e' da buttar via. infatti, come ha ricordato il professor de nicola (universita' di genova), quasi tutti i premiati hanno avuto fortuna _dopo_ averlo conseguito (v. carofiglio, per es.). naturalmente, ci sono alcuni che non hanno avuto bisogno di spinta alcuna, come arpino che e' stato il primo a conseguire una tale invidiabile onoreficenza!

questa volta la decisione e' scattata sul filo di lana, con due dei finalisti ex aequo: emilio rigatti, con il suo "minima pedalia", e piero meldini, con "la falce dell'ultima luna". entrambi molto meritevoli, ma, secondo regolamento, l'assegnazione in questo caso avrebbe dovuto andare al piu' giovane dei due. questa volta invece la giuria ha voluto optare per una regola nuova, ricorrendo ad una seconda votazione con la sola giuria "tecnica", mentre l'altra, quella dei lettori, e' rimasta tediosamente a guardare. sia chiaro, non voglio fare alcuna insinuazione ed e' solo un caso che meldini sia pubblicato da una delle piu' grosse, se non la piu' grossa casa editrice, mentre il libro di rigatti e' apparso sotto l'emblema di un piccolo, piccolo editore su due ruote (ediciclo, per l'appunto). ne' tanto meno intendo fare alcuna illazione sulla possibilita' che la scelta fosse stata diciamo anticipata. i casi della vita. come per l'esito delle elezioni americane bisogna rassegnarsi. del resto, sono arcisicura che meldini (nota firma di "slow food") non ha bisogno del nostro piccolo (pur ambitissimo) premio per sfondare...!

la nota di colore della premiazione non e' stata la presenza di marcello venturi, con la sua poetica rievocazione di un giro d'italia perduto nell' italia che fu, ne' l'argomento gastronomico (gnam) che ha dominato il romanzo dell'autore premiato, ne' meno ancora le battute sottili e argute di rigatti sulle scelte di un "automobilista disertore", come ama definirsi. no, la nota che piu' ha intrattenuto il pubblico in sala (e che forse ha fatto lievemente arrossire gli organizzatori), e' stata indubbiamente la presentatrice, figura innovativa nella trentennale tradizione.

ci si sarebbe aspettati una figurina sobria, di classe, senza grande spicco (gli scrittori, per i librofaghi, non abbisognano di decorazioni da avanspettacolo per attirare pubblico), e che con dignita' e professionalita' presiedesse alle operazioni. invece, con gran divertimento del pubblico, la signorina (reduce dai piu' triviali show televisivi locali) ha conferito all'evento un raro tocco di brillantina con la sua verve da rotocalco a fumetti. non sanno cosa si perdono quelli dello strega o del campiello: invece dei soliti banalissimi "dunque" o grigissimi "molto bene" o altre interiezioni degne di un noioso professore di liceo, la graziosa (si fa per dire, forse venti chili fa avrebbe fatto una discreta impressione in quel vestito nero trasparente decorato di paillettes) e "brava" (anche qui si fa per dire) presentatrice ci ha deliziato tutti con i suoi "occhei" snocciolati a proposito e a sproposito, con quella finta serieta' da bagaglino. il prezzo e' giusto...

meno male che c'era la cantante brasiliana che da tali prodezze ha distratto lo sparuto pubblico rimasto nell'ampia aula, essendo i piu', come i topi quando la nave affonda, schizzati fuori per una indispensabile pausa caffe' / siga / aperitivo / stiratina di gambe anchilosate / scambio di due parole con tizio caio e sempronio / intervista con la tale tv locale / etc. o un piu' generico "oh no, la bosanova no!". tanti sono stati i momenti entusiasmanti e adrenilizzanti di questo pomeriggio smemorabie, ma credo che niente avrebbe potuto coronarlo piu' degnamente della vera e propria consegna del premio che il nostro amato sindaco ha voluto mimare (omaggio tardivo all'anno del disabile) mentre la brava presentatrice di cui sopra rincorreva un membro della giuria per carpirle il microfono di riserva. paghi, ma non paganti, a fine premiazione i piu' sfigati (quelli della giuria "tecnica" trascinandosi dietro gli autori debitamente ammanettati) sono andati a flagellarsi in qualche prelibata osteria per la cena di gala. noi no, noi i veri fortunati, ci siamo rifugiati nelle nostre intime e calorose casine per una cenetta a base di stoccafisso e patate, perche', come disse un noto allenatore, noi puo' e voi non puo'! :))

[ 4/11/2004 ]



© 1999-2005 marina pianu, italy | narrative :: 


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