avendo letto il parere del magistrato/scrittore e avendo
visto l'episodio castellittiano, credo di poter azzardare
una prima valutazione "a caldo" (e senza attendere il
secondo episodio in onda stasera, stessa ora, stesso
canale).
delusa?
perplessa?
diciamo poco convinta.
[e a noi che ce ne cale? ma cambiate canale! ;))]
non male questo maigret. valido come sempre il sergio
nostrano, corposo semplice e naturale interprete di
personaggi made in italy, ma lo vedo un pelino a disagio
negli abbondanti panni del gallico commissario, non tanto
per un confronto ormai sfumato nelle pieghe della memoria
con il piu' memorabile predecessore felsineo--come
sottolinea anche de cataldo, i tempi sono cambiati, i ritmi
pure, e gli occhi ancor di piu'--quanto per un piu' diretto e
quanto mai naturale confronto con interpreti piu' recenti (il
michael gambon della versione bbc--http://tinyurl.com/4ntb3--e il bruno cremer di quella francese--http://tinyurl.com/4k7w7 o http://jy.depoix.free.fr/debuts.htm, ultimamente proposto, e boicottato..., da retequattro, forse proprio in previsione di questa nuova versione fininvest).
non sono pero' d'accordo con il magistrato scrittore sul
discorso dei tempi e ritmi. se e' vero che il maigret di cervi
aveva un passo e un piglio lento, e aggiungerei quasi goffo
come goffe possono essere tutte le produzioni rai di quei
tempi rapportate al nostro smaliziato occhio di oggi, e' pero'
pur vero che anche le versioni piu' recenti d'oltralpe (e
d'oltremanica) conservano quella caratteristica riflessivita'
e lentezza di sguardo che impregnano i romanzi di simenon.
quello stesso sapore di vita familiare, di piccole cose ("di
pessimo gusto") di tutti i giorni, di "bonne cuisine bourgeoise"
(difficile vedere castellitto in veste di buongustaio disquisire
con l'oste sull'esecuzione del perfetto cassoulet!) e di
tendine sporche alle finestre, di crisi gastriche e di uccellini
in gabbia, di pipe spente e silenzi notturni.
il maigret di castellitto si muove in una quanto mai italica
citta' per l'occasione ridecorata alla francese, popolata di
quanto mai italici personaggi che solo per il fatto di indossare
un nome e un vestito francese dovrebbero trasportarci con
la fantasia (e tanta ce ne vuole davvero) nella parigi anni
'60 (??) senza ispirare neppure lontanamente quello spirito
parigino che almeno il maigret-cervi ci restituiva. quello che
ho visto ieri sera ha un sapore tutto suo, accettabile, in fondo,
degustabile, perche' no, ma in netto contrasto con la mia
precedente e personalissima esperienza di maigret.
con cio', sia chiaro, non intendo esprimere una condanna
senza appello, tutt'altro, ma non posso non dirmi perplessa
e un tantinello delusa.
altro link possibilmente interessante:
http://www.gialloec.com/TV.html
e ora, a vous mesdames et messieurs! :))
au revoir
marinet
p.s. ringrazio cmq la socia di serie "boh" a.k.a. diligata pe'
l'urbe per aver condiviso con noantri soci dislocati extra-moenia il testo dell'articolo apparso sul messaggero! :))
[ 16/11/2004 ]
© 1999-2005 marina pianu, italy | narrative ::
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