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Chiavari [30 ottobre 2004] - anche la nostra piccola cittadina ha qualcosa
da offrire ad un pubblico librofago e il premio "citta' di chiavari" non e' da
buttar via. infatti, come ha ricordato il professor de nicola (universita' di
genova), quasi tutti i premiati hanno avuto fortuna _dopo_ averlo conseguito
(v. carofiglio, per es.). naturalmente, ci sono alcuni che non hanno avuto bisogno
di spinta alcuna, come arpino che e' stato il primo a conseguire una tale
invidiabile onoreficenza!
questa volta la decisione e' scattata sul filo di lana, con due dei finalisti
ex aequo: emilio rigatti, con il suo "minima pedalia", e piero meldini, con
"la falce dell'ultima luna". entrambi molto meritevoli, ma, secondo
regolamento, l'assegnazione in questo caso avrebbe dovuto andare al
piu' giovane dei due. questa volta invece la giuria ha voluto optare per
una regola nuova, ricorrendo ad una seconda votazione con la sola
giuria "tecnica", mentre l'altra, quella dei lettori, e' rimasta tediosamente
a guardare. sia chiaro, non voglio fare alcuna insinuazione ed e' solo un
caso che meldini sia pubblicato da una delle piu' grosse, se non la piu'
grossa casa editrice, mentre il libro di rigatti e' apparso sotto l'emblema
di un piccolo, piccolo editore su due ruote (ediciclo, per l'appunto). ne'
tanto meno intendo fare alcuna illazione sulla possibilita' che la scelta
fosse stata diciamo anticipata. i casi della vita. come per l'esito delle
elezioni americane bisogna rassegnarsi. del resto, sono arcisicura che
meldini (nota firma di "slow food") non ha bisogno del nostro piccolo (pur
ambitissimo) premio per sfondare...!
la nota di colore della premiazione non e' stata la presenza di marcello
venturi, con la sua poetica rievocazione di un giro d'italia perduto nell'
italia che fu, ne' l'argomento gastronomico (gnam) che ha dominato il
romanzo dell'autore premiato, ne' meno ancora le battute sottili e argute
di rigatti sulle scelte di un "automobilista disertore", come ama definirsi.
no, la nota che piu' ha intrattenuto il pubblico in sala (e che forse ha fatto
lievemente arrossire gli organizzatori), e' stata indubbiamente la
presentatrice, figura innovativa nella trentennale tradizione.
ci si sarebbe aspettati una figurina sobria, di classe, senza grande
spicco (gli scrittori, per i librofaghi, non abbisognano di decorazioni da
avanspettacolo per attirare pubblico), e che con dignita' e professionalita'
presiedesse alle operazioni. invece, con gran divertimento del pubblico,
la signorina (reduce dai piu' triviali show televisivi locali) ha conferito
all'evento un raro tocco di brillantina con la sua verve da rotocalco a
fumetti. non sanno cosa si perdono quelli dello strega o del campiello:
invece dei soliti banalissimi "dunque" o grigissimi "molto bene" o altre
interiezioni degne di un noioso professore di liceo, la graziosa (si fa per
dire, forse venti chili fa avrebbe fatto una discreta impressione in quel
vestito nero trasparente decorato di paillettes) e "brava" (anche qui si fa
per dire) presentatrice ci ha deliziato tutti con i suoi "occhei" snocciolati
a proposito e a sproposito, con quella finta serieta' da bagaglino.
il prezzo e' giusto...
meno male che c'era la cantante brasiliana che da tali prodezze ha
distratto lo sparuto pubblico rimasto nell'ampia aula, essendo i piu', come
i topi quando la nave affonda, schizzati fuori per una indispensabile pausa
caffe' / siga / aperitivo / stiratina di gambe anchilosate / scambio di due
parole con tizio caio e sempronio / intervista con la tale tv locale / etc. o
un piu' generico "oh no, la bosanova no!". tanti sono stati i momenti
entusiasmanti e adrenilizzanti di questo pomeriggio smemorabie, ma credo
che niente avrebbe potuto coronarlo piu' degnamente della vera e propria
consegna del premio che il nostro amato sindaco ha voluto mimare
(omaggio tardivo all'anno del disabile) mentre la brava presentatrice di cui
sopra rincorreva un membro della giuria per carpirle il microfono di riserva.
paghi, ma non paganti, a fine premiazione i piu' sfigati (quelli della giuria
"tecnica" trascinandosi dietro gli autori debitamente ammanettati) sono
andati a flagellarsi in qualche prelibata osteria per la cena di gala. noi no,
noi i veri fortunati, ci siamo rifugiati nelle nostre intime e calorose casine
per una cenetta a base di stoccafisso e patate, perche', come disse un
noto allenatore, noi puo' e voi non puo'! :))
[ 4/11/2004 ]
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